Τα καλοκαγατια

La kalokagatia è la caratteristica principale dell’eroe greco, e, in una sola parola, grazie al meraviglioso potere delle lingue classiche, racchiude il significato letterale di bellezza mista a bontà e quello intrinseco di superiorità.

Senza girarci troppo intorno: il bello e buono è un essere, oltre che fisicamente, anche intellettivamente superiore e solo con la compresenza di entrambe le caratteristiche si puó essere astrattamente sicuri che sotto non ci sia la magagna.

Il solo bello, o bella, molto frequentemente, sarà un’ottima decorazione di tappezzeria oppure un ottimo surrogato di sex toy e, molto probabilmente, avrà un influsso negativo sulle persone che gli/le sono intorno.

Il solo buono, o buona, altrettanto frequentemente, cercherà di compensare con una bontà a volte eccessiva, invadente e stucchevole l’assenza di bellezza.

Il kalokagatos, invece, grazie all’equilibrio di entrambe le qualità saprà tenersi lontano dal brutto in tutte le sue declinazioni ed avvolgere in questa nube di positività, con il medesimo equilibrio, anche quelli che lo circondano.

Morte al κακός και μαλός

Il Paradosso milanese


Milano, 5 luglio, ore 14.30, 37 gradi e 80% di umidità.

Un uomo sulla quarantina attraversa sulle strisce, a metà dell’attraversamento scatta il verde ed un’orda di automobilisti inferociti, prima ipnotizzati ed ammansiti dal rosso del semaforo, comincia a vomitare sul malcapitato pedone una serie di insulti, conditi da vari “e alloraaa!!!”.

Milano, 5 luglio, ore 14.35, 37 gradi e 81% di umidità.

Un altro uomo, sempre sulla quarantina, attraversa la strada, deserta, al di fuori delle strisce. Sopraggiunge un uomo sulla sessantina, in scooter ad oltre 100 km/h, che lo vede passare, lo supera, si ferma ed urla: “Sulle strisce devi attraversare!!!!”.

Milano, 6 luglio, ore 7.00, 28 gradi e 90% di umidità.

Ancora un altro uomo sulla quarantina sta tornando dal suo jogging mattutino, attraversa sulle strisce e scattato il verde viene quasi investito da un autobus. Raggiunge la fermata, fa  educatamente le sue rimostranze all’autista, che si scusa, mentre una voce fuori campo di un passegero urla:” la prossima volta tieniti sul marciapiede!!!!”.

Questi tre piccoli esempi sono la empirica dimostrazione del principio matematico e filosofico  noto come “Paradosso milanese”.

Il cieco introiettamento della regola, che la fa assurgere a verità suprema ed incontrastabile fa si che la regola stessa si ponga in contrapposizione diretta proprio con ciò che per sua fisiologica natura dovrebbe tutelare: la vita.